La storia di Maicol

Credevo

di non essere un peccatore

 

 

 

 

Ciao, mi chiamo Maicol e voglio raccontarvi quello che Dio ha fatto nella mia vita.

Sono nato in una famiglia evangelica, quindi sin da piccolo ho ricevuto degli insegnamenti sani riguardanti la Bibbia. Andavo in chiesa ogni domenica e quindi mi ritenevo a posto davanti a Dio. Non facevo nulla di male e agli occhi di tutti ero un bravo ragazzo; nella mia mente pensavo "non sono certamente un peccatore, come tanti altri", o ancora "Dio non può rimproverarmi nulla". Eppure succedeva qualcosa che non riuscivo a spiegarmi: pensavo di avere tutto, eppure non riuscivo ad essere pienamente felice. Sì, mi divertivo e in apparenza ero molto sereno, ma più passavano i giorni più mi rendevo conto che la mia felicità non era reale: mi mancava sempre qualcosa. Cercavo di non ascoltare questi pensieri, ma questo vuoto diventava sempre più grande nella mia vita, e nonostante da fuori nessuno si accorgesse di niente, io non mi sentivo a posto. Vedevo la pace e la serentità nella mia famiglia, nei fratelli e nelle sorelle della chiesa, e mi rendevo conto che io non avevo quel tipo di serentità e pace autentica.


Un giorno mi recai ad un campeggio evangelico, e con me portavo sia il mio sorriso di facciata che i dubbi laceranti del mio cuore. Una sera, una meravigliosa sera, Dio parlò al mio cuore. Mi fece comprendere, attraverso la Bibbia, che io ero un peccatore esattamente come tutti gli altri; non serviva "uccidere e rubare" per essere peccatore, ma anche solo un pensiero può renderci sporchi davanti a Dio.
Scoprire di essere un peccatore fu per me una crisi, ma anche uno stimolo per rivolgermi a Dio come non avevo mai fatto fino a quel momento.

La mia preghiera non fu molto articolata, ma nella semplicità dissi a Dio "Signore sono un peccatore. Ti prego, perdonami. Fammi sentire quella pace di cui parlano in chiesa". In quel momento sentii dentro me una pace che non è possibile descrivere a parole, la sensazione che il peso del peccato (che io non ero disposto ad ammettere) veniva portato via; in quel momento ogni dubbio sparì, ogni incertezza scomparve: Dio mi aveva salvato. Si era avverato anche nella mia vita quello che è scritto in I Giovanni 1:9 "Se confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità" e ancora "Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dioper mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore" (Rom. 5:1).
Anche io avevo finalmente sperimentato di persona quella pace di cui avevo tanto sentito parlare, e oggi posso testimoniare che la presenza di Dio nella mia vita non è mai mancata, ma la sua guida è tangibile, reale, innegabile ogni giorno.

Caro amico, cara amica, se anche tu non ti ritieni "grande peccatore", o una "grande peccatrice", sappi che "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio". Il fatto di credere di non avere sbagliato, non significa che le cose stiano realmente così. Permetti a Dio di convincerti e confessa a Lui i tui errori: Lui sarà fedele e giusto da perdonarti, liberati dal vuoto che ti assale e farti una nuova creatura! 


Dio ti benedica

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